AMAZILIA

La prima assoluta dell’Amazilia, tragedia lirica in quattro atti del maestro Antonino Palminteri su libretto di Angelo Zanardini, è andata in scena al Teatro Dal Verme di Milano il 13 ottobre del 1883. In sintesi il contenuto riportato nel libretto d’opera stampato dallo “Stabilimento musicale Ditta F. Lucca”: «Narrano alcune cronache della conquista spagnuola del Messico che un luogotenente di Fernando Cortez [Don Almiro Diaz], fatto prigioniero in una prima scorreria di avamposti, abbia avuta salva la vita per l’intercessione di una principessa messicana [Amazilia], invaghitasi perdutamente di lui; che più tardi, sia per amore di questa, sia per antichi rancori contro il suo capitano supremo, si sia trovato alla testa delle truppe di Montezuma, che respinsero i primi assalti contro la città del Messico. L’azione del presente melodramma si svolge appunto nel periodo intercorso tra lo sbarco degli Spagnuoli a Vera Cruz sino al primo attacco fallito contro la capitale messicana»*. Il Palminteri lavorava alla stesura dell’opera già da qualche anno, come si legge in una lettera scritta al padre il 9 ottobre del 1881: «Mio carissimo padre, dell’Amazilia ho scritto appena una metà di musica poiché, da qualche lezione per guadagnarsi da vivere, resta poco tempo da poter impiegare per scrivere. Quindi per finirla bisogna che venga nella primavera ventura un tre, quattro mesi in Menfi, ma col proponimento di lavorare seriamente e stare in famiglia […] Non potrei precisarle l’epoca in cui darò termine all’Amazilia; ciò dipenderà dal tempo che avrò disponibile da potervi impiegare. Il soggetto mi sembra buono ed adatto alle esigenze dei tempi. L’azione si svolge nel Messico e precisamente nelle spiagge di Vera Cruz ed a Chòlula»**. Il manoscritto autografo della partitura è conservato presso l’Archivio Storico Ricordi.

*Amazilia tragedia lirica in quattro atti di A. Zanardini, musica di A. Palminteri. Da rappresentarsi al Teatro Dal Verme stagione d’autunno 1883, Milano, F. Lucca, 1883, p. II.

**Il testo della lettera è stato pubblicato da Angela Balistreri, la quale ha sintetizzato i pareri più o meno favorevoli dei critici del tempo:  Antonino Palminteri. Un artista gentiluomo nel panorama operistico dell’800, Partanna, Edivideo, 2010, pp. 45-64.

Manoscritto della messa in scena

335×220 mm
Coperta in cartoncino blu sulla quale è riportato: A. Palminteri, Amazilia. Messa in scena.
28 carte numerate [i.e. 30]; 4 fascicoli.
Inchiostro rosso, nero e blu.
Timbro “G. Ricordi & C. Milano” nella coperta anteriore e nella carta 1r.
Contenuto: Atto I (carte 2-10), Atto II (carte 11-16), Atto III (carte 17-22), Atto IV (carte 23-28).

Allegati al manoscritto

(PAL_MS_1.A) Allegato 1: Nota calzoleria.

Foglio protocollo uso bollo (310×210 mm); su carta 1r timbro “G. Ricordi & C. Milano”.

(PAL_MS_1.B) Allegato 2: Nota parrucchiere.

Foglio protocollo uso bollo (310×210 mm); su carta 1r timbro “G. Ricordi & C. Milano”.

(PAL_MS_1.C) Allegato 3: Nota degli attrezzi.

Foglio protocollo (305×205 mm).

(PAL_MS_1.D) Allegato 4:  Nota attrezzi.

Foglio protocollo uso bollo (310×210 mm); su carta 1r timbro “G. Ricordi & C. Milano”.

(PAL_MS_1.E) Allegato 5: Nota vestiario.

Foglio protocollo uso bollo (310×210 mm); su carta 1r timbro “G. Ricordi & C. Milano”.

 

Figurini di scena

Sono 32 su 37 i figurini di scena donati, numerati progressivamente (2-6, 10-11, 13-37), i quali sono stati realizzati dall’artista milanese Luigi Bartezago (1820-1905), noto disegnatore di costumi teatrali, oltre a essere pittore e litografo.

280×155 mm

Tecnica: tempera, matita acquarellata e china su cartoncino.

Nel recto firma dell’artista, timbri “G. Ricordi & C. – Milano” (2-6, 10-11, 13-25, 27-36) e “F. Lucca Stabilimento Musicale – Milano” (2-4, 6, 10-11, 13-37); nel recto e nel verso di alcuni sono riportate delle annotazioni a matita per la sartoria.